Pensieri oziosi di un'oziosa...le parole al vento, i dubbi, le ansie...insomma le "pippe" mentali di una romana un po' svedese
lunedì 29 dicembre 2008
domenica 28 dicembre 2008
un passo indietro ed io...
sta per arrivare la fine dell'anno, un anno è passato ed io forse non mi lecco più tanto le ferite dell'inizio dell'anno, vorrei, in quest'anno che verrà, non dover passare tutto quel tempo in ospedali vari di Roma a trovare le persone a me care... so già che è un'utopia, anche solo per il fatto che mia nonna è rientrata in ospedale giusto l'altro giorno, e che un'altra delle mie zie si dovrà operare...lo ammetto sono stanca, ma rimane quel mio humor nero che mi permette di dire che mi voglio riciclare come arredatrice di ospedali, almeno ho una scusa meno dolorosa per stare lì e finalmente ci sarebbero degli spazi meno tristi. vi rendete conto della differenza che farebbe uno spazio più accogliente per i pazienti ed i loro cari?
per non essere troppo amara in questi ultimi sgoccioli vi racconterò del regalo, graditissimo tra l'altro, che uno dei miei colleghi mi ha fatto, un libro dal titolo: 101COSE DA FARE A ROMA almeno una volta nella vita. in realtà quello che vi sto per raccontare è cosa è successo il 24 mentre rientravo a casa dall'ufficio, ero in treno e stavo leggendo il libro in questione, passa il macchinista, ritornando indietro si ferma alle mie spalle e:
m: ma è il vangelo? io: no (tentata di aggiungere un ma quasi con tanto di gesto della mano, ma mi sono astenuta per timore di offendere un eventuale estremista cattolico)no sono le 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita... m: e quali sono? io: vediamolo! giro il libro e leggo dal quarto di copertina: Gustarsi il tramonto dalla terrazza di Castel Sant'Angelo M: quello non sempre si può fare... io: Fare il giro dei caffè più buoni della città; direle parolacce nella Basilica di San Clemente M: quello non l'ho mai fatto (ma allora non sei un talebano cattolico!!); io: Conoscere Roma in una mossa sola al Museo Nazionale Romano Crypta Balbi; Rovinarsi il fegato Dar Filettaro M: quelli non sono filetti sai? (lo guardo, occhi spalancati pronta a sentire la spiegazione) sono filetti di baccalà fritto, che sò come le ciliegine una tira l'altra! te credo che te rovini il fegato...ma ne vale la pena!! io (sorrido e continuo l'elenco prendendo nota di andare digiuna di due giorni Dar Filettaro) Mangiare la coda alla vaccinara nel luogo in cui è stata inventata; Fare affari (o prendere fregature) a Porta Portese M: quello s'ha da fà! (...) finisco l'elenchino ed anche il macchinista è entusiasta, si fa mostrare nuovamente il libro e decide di acquistarlo, mi offro di scrivergli il titolo l'autrice e la casa editrice su un foglietto, ma dice che non serve se lo ricorderà!
adesso non mi resta che andare a fare queste 101 cose... speriamo in buona compagnia!!
frammento di dialogo con Dani (guardando una calamita sul suo frigo):
giovedì 25 dicembre 2008
Serendipity
cfr Wikipedia: La parola Serendipità deriva da Serendip, l'antico nome persiano per Sri Lanka. Il termine fu coniato dallo scrittore Horace Walpole il 28 gennaio del 1754 che lo usò in una lettera scritta a Horace Mann, un suo amico inglese che viveva a Firenze. Serendipità è un neologismo poco usato nella lingua italiana, proveniente dall'assai più diffuso corrispondente inglese serendipity. Horace Walpole fu ispirato dalla lettura della fiaba persiana "Tre principi di Serendippo" di Cristoforo Armeno nel cui racconto i tre protagonisti trovano sul loro cammino una serie di indizi, che li salvano in più di un'occasione. La storia descrive le scoperte dei tre principi come intuizioni dovute sì al caso, ma anche allo spirito acuto e alla loro capacità di osservazione.
Serendipità è dunque - filosoficamente - lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra. Ma il termine non indica solo fortuna: per cogliere l'indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative.
Oltre ad essere spesso indicata come elemento essenziale nell'avanzamento della ricerca scientifica (spesso scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro), la serendipità può essere vista anche come atteggiamento, e - come tale - viene praticata consapevolmente più spesso di quanto non si creda. Ad esempio tutte le volte che si smette di arrovellarsi nel ricordare un nome, nella speranza che l'informazione emerga da sé dalla memoria, in realtà ci si sta affidando alla serendipità.
Una famosa frase per descrivere la serendipità è del ricercatore biomedico americano Julius H. Comroe: «la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino».
...beh, il titolo e la parte iniziale c'entrano e nn c'entrano con quanto voglio scrivere, ho appena finito di guardare il film "Serendipity" sola soletta sul divano di casa, di là i miei russano che è un piacere, ed io in teoria dovrei essere a letto anche solo per il fatto che, durante tutta questa giornata natalizia, non sono stata per niente bene...ma si sa, se l'impulso è più forte della ragione...
guardavo questo film e pensavo a tutte le cose scioche, le bizzarre superstizioni che guidano la mia vita... quelle cose che mi porto dietro dai tempi dell'adolescenza, ed a cui non riesco a fare a meno, anche se adolescente non sono più...
...tra le varie cose, oltre al non passare sugli scivoli per disabili ( mania trasmessami dauna mia amica dei tempi del liceo) o non passare sotto ad un cartello (stesso periodo altra amica), ho la bizzarra abitudine di, mentre mi accingo di mangiare la mela, di staccare il picciolo ruotandolo e "contando" le lettere dell'alfabeto, facendo così, mi spiegarono, sarebbe venuta fuori l'iniziale del nome di chi è interessato a me... ammetto che qualche volta arrivata alla lettera che interessava a ME tiravo (ed a volte tiro tuttora) affinchè uscisse fuori...
...altra cosa è, quando fischiano le orecchie (nb qualcuno mi sa spiegare il perchè?) di farsi dire un numero, per poi scoprire a quale lettera dell'alfabeto appartenga... ovviamente quella è l'iniziale del nome della persona che ti (cioè mi) sta pensando. non so perchè ma noralmente a casa mia partono da 8 (=H)...e tocca di solito chiedere di avere un altro numero. ovviamente spesso si continua a chiedere numeri come un'ossessa finchè le orecchie (ormai stufe) smettono di fischiare, ovvio che, sempre a casa, a quel punto mi dicono un altro numero, magari cercando quello della lettera che m'interessa (per qualche periodo è il 7, altri il 6...e via discorrendo)
lo ammetto, non è una cosa razionale, nè tantomeno utile ad un qualsiasi scopo... chissà, magari solo per sognare un po'...
qualche tempo fa ho letto un articoletto su un giornale gratuito che parlava della solita ricerca scientifica inutile fatta su un qualcosa di altrettanto inutile. nell'articolo in questione si diceva come fosse controproducente per la vita sentimentale guardare certi film romantici, si citava proprio Serendipity, e spiegava che guardare film di questo tipo fa sì che ci aspettiamo dala vita e dall'amore cose irrealizabili, illusorie... utopie insomma che ci fanno perdere di vista la realtà. chissà forse è vero, ma perchè smettere di sognare?
detto questo dedico quest'altra parte del post alla Dani, che ha trovato un qualcuno per cui vale la pena di buttare fuori la gente di casa...
domenica scorsa la sono andata a trovare, dopo che era passato molto tempo dall'ultima volta in cui ci eravamo viste, per darle il mio regalo di natale e fare due chiacchere (del resto mica attraverso tutta Roma per poi andarmene via subito no?), premetto che Daniela era in pigiama, struccata e molto in stile casalinga disperata, dopo avermi chiesto per un'ottantina di volte se volevo qualcosa da bere("caffè, thè, mè?") o da mangiare (pandoro? panettone? una calamita?) ed avermi alla fine (è stata estenuante vi posso garantire) convinta per un thè ("quale? la tisana depurativa? questa alla cannella zenzero, questa al karkadè? questa all'aglio? questa al marrakuja? questa allo zampone? questa ai frutti rossi?" ma quanti thè/tisane esistono al mondo??) ed aver messo l'acqua a scaldare, preparato tazze,piattini e cucchiai...il tempo di sederci ed intingere ognuna la sua bella bustina che...
...squilla il cellulare, La Dani è decisamente su di giri, parla, si alza, si dirige al balcone, "cosa?? sei qua sotto???", si affaccia non per buttarsi, io dietro a cercare di capire in stile ispettore ONU mandato ad...ispettorare? diciamo vedere....ma totalmente incapace di capire... chiunque sia dall'altro capo del telefono è lì sotto, la Dani indica all'ispettore Clouseau, cioè me (=totalmente incapace di capire), colui che sta procedendo lentamente lungo la via, io guardo ma sono solo coppie (cioè in due), altrimenti ce n'è uno solo ma si sta allontanando e neanche molto lentamente... la Dani nel frattempo gli dice che ha superato il portone e poi protesta perchè è in pigiama (solo io esco in camicia da notte...^^) chiede almeno 10-15' di tempo per prepararsi... attacca al cellulare e mi intima: "bevi il tuo thè io mi preparo!!" a quel punto, in stile vecchia signora inglese, prendo la tazzina col thè ed il piattino, ed inizio ad inseguirla mentre si prepara...
la ragazza è agitata, quindi intuisco che c'è un certo interesse verso il misterioso tipo che procede lentamente ma che non è capace a fermarsi nel punto giusto (succede...anche io avevo chi veniva a prendermi e si fermava 3 cancelli più in là...) "che mi metto??" e mi mostra il pigiama che indossa... sarò banale ma dico: "un bel paio di jeans aderenti ed un bel maglioncino" ma tanto potrei dirle prendi un accappatoio ed uno scialle tanto non mi ascolta la ragazza... mi bofonchia brevemente che, finalmente, a distanza di un anno dal suo...ehm...impatto più brutale, ha nuovamente il batticuore per qualcuno ("toh...non me ne ero accorta!") e che...deve chiarire una cosa...prego??? ma perchè mai dobbiamo semper chiarire noi? perchè ci facciamo prendere dal panico? la guardo, le dico, perchè io dò consigli pazzeschi che non sono in grado di seguire, "ma perchè non segui l'istinto e vedi come va?", sì certo....lo segue, ma deve anche seguire la ragione...mmm....
ad ogni modo, mentre fa avanti ed indietro, e mentre io mi scolo tutto il mio thè (sapendo poi che in treno avrò voglia di un abgno), mi gurada e mi dice: "appena scendiamo tu saluti e sparisci!!", mentre è in bagno squilla di nuovo il cellulare, è nuovamente lui: "rispondi!!" RISPONDO?? e che gli dico? vabbè... rispondo ed attacco subito dicendo: "CIAO!SONOASTRIDL'AMICASCEMADIDANIELA,DANIELANONPUO'RISPONDEREADESSOSISTAFACENDOBELLAPERTE,DICE CHE E'PRONTATRA10MINUTI(il tempo nel frattempo è aumentato)CHELEDEVODIRE?" lui ride e mifa "Ciao Astrid! piacere di conoscerti, dille che Giuseppe non c'è più e che quindi non si deve più preoccupare (a questo punto non capisco, potrebbe essere che l'ha cementificato in un pilone della stazione Ostiense aspettando che la Dani si preparasse o che semplicemente l'abbia mollato per strada)" riferisco il seguente messaggio: "Dani, dice che ha buttato Giuseppe nel secchione, e che quindio non ti devi preoccupare!" lui ride, lei ride, ed io dico a lui: "tra un po' anche lei mi butterà giù dritta nel secchione, è stato un piacere ciao!"... a questo punto Daniel a è quasi pronta, ma io ho deciso, visto che scendere con lei per poi sparire senza proferire parola mi sembra troppo palteale, che scenderò prima per conto mio, sperando di sgattaiolare inosservata (sempre che io possa passare inosservata)... saluto Daniela la quale chiede scusa per esserestata un mostro...anche se...non mi sembrava poi così dispiaciuta del diversivo, o così convinta poi...
...scendo, all'uscita incontro due signore che stanno uscendo, penso quindi di riuscire a passare inosservata se esco con loro, apro quindi il portone ed esco insieme a loro...
Daniela mi ha poi detto che lui mi ha vista, e che ha detto che era un peccato che io sia scappata via così... ho passato tutto il tempo in treno a ridere per la scena che avevo visto, anche se non troppo perchè mi scappava la pipì (dannato thè)
da domenica Daniela non la smette di minacciarmi che mi butterà fuori di casa...
nb: rientrata a casa ho beccato mia madre che usciva col suo bel bastone (si è fatta male e l'ortopedico le ha detto che dovrà riprendere ad uare le stampelle) per andare da mia nonna, visto che si stanca a guidare le ho detto che: "ti accompagno io! devo solo fare pipì, posso?" vedo lo sguardo inorridito di mia madre, mi giro e...scopro con terrore che c'era un vicino fuori a fumare... a quel punto faccio: "ops! pardon!" e scappo a casa... la solita figura di m!!
domenica 21 dicembre 2008
per me i collant sarebbe meglio usarli nelle rapine, mi farebbero meno danno!!
ieri sera sono andata ad una festa con un'amica e, come mio solito, nel prepararmi mi sono messa in testa di vestirmi in un certo modo (sempre sperando che fosse fattibile), sì lo so, non ve ne frega nulla...ma sappiate che al finale c'è la mia solita grezzaccia che v'illumina le giornate...
insomma avevo deciso di indossare un vestitino, di metermi i collant color carne (non di quelli orrendi che mettono le vecchiette, marroni e perennemente scesi) no, color carne, praticamente invisibili ed inesistenti e sopra i collant le parigine che mi ha regalato (non proprio volontariamente) Giulia, sì quelli lì di cui ho parlato qui (!!), gli stivali etc etc...insomma il pezzo grosso era l'idea di mettere le parigine, che, a mio parere, è molto ammiccante... sempre che il vestito non le copra (come in questo caso) e le faccia sembrare delle banalissime calze coprenti...
ad ogni modo, constatato che il collant sotto arresta la normale caduta della parigina, ho passato piuttosto tranquillamente la festa... nessuna caduta di stile, niente ammiccamenti non voluti...
dopo aver riaccompagnato la mia amica a casa ho proseguito per la mia litigando allegramente col navigatore e sbagliando le uscite come mio solito quando mi lascio guidare da quell'aggeggio...
arrivo dalle mie parti, parcheggio raso muro (le strade sono piccole da me e vanno sparati, se si tiene alle fiancate conviene parcheggiare aderenti ai muri) e, come mio solito, molto poco signorilmente scavalco per uscire, parigine scese, mostrando un'ulteriore fetta di coscia...e...lì fermo vicino alla macchina c'è un tizio che s'era fermato per vedere cosa stavo combinando!! faccia perplessa, ha assistito a tutta la scena,e, una volta che sono scesa dalla macchina (a quel punto volevo dire "my shoes please" con voce roca come la Zeta Jones in una pubblicità di qualche anno fa, ma gli stivali erano ai miei piedi...), ha proseguito, con la sua valigetta in mano, la sua strada!!
sempre in argomento collant giovedì scorso avevo una cosa piuttosto grossa per lavoro, e sono stata pertanto costretta a vestirmi da persona seria...eh sì, nemmanco io ci credo
la mattina, non trovando dei collant coprenti che non avessero disegnini o brilluccichini vari, sono stata costretta ad accettare un paio di collant che mia madre ha ripescato da non so dove (forse un lascito di mia zia), nel metterli non mi sono resa conto che l'elastico in vita era stondato...cioè era inesistente...
ho preso il treno al volo ed i collant erano divenuti delle parigine, cioè erano a metà coscia, ringraziando la presenza del cappotto, ho trovato il primo spazio privo di essere umani, ed ho provveduto a tirarli su, cercando, inutilmante, di bloccarli...ovviamente durante le ore (dalle 9.00 alle 14.30) che ho passato nell'auditorium della unicredit (di cui dalle 9.00 alle 13.00 in piedi senza sosta) ogni 10 minuti almeno dovevo ritirarle su, il più delle volte cercando di far finta di nulla sperando di non essere ripresa delle telecamere presenti, appena potevo mi fiondavo in bagno e li tiravo su fino alla gola, sperando così di allungare il tempo in cui sarebbero rimasti al loro posto...
dopo una mattinata così allucinante e snervante su più fronti, apena rientrata in ufficio, prima di schiantarmi sulla sedia e d accasciarmi sulla scrivania, ho tirato fuori ago e filo e li ho cuciti alle mutande...
...io odio con tutta me stessa i collant, in primis perchè sono un po' allergica, in secundis perchè mi fanno sempre fare figure di cacca!!!
sabato 20 dicembre 2008
il Natale non fa per me...
il Natale non fa per me, mi stanca, mi stressa, mi fa correre tipo criceto impazzito e, come il criceto (impazzito) non mi porta da nessuna parte se non su una ruota che gira all'infinito su sè stessa!
a casa il Natale è per mia madre il PRSEPE, ogni anno, rigorosamente un po' prima dell'otto dicembre, annuncia alle figlie (le quali cercano vie di fuga), perchè il marito si estrania (devo capire come fa e cercare di imparare a fare altrettanto), che bisogna tirare su il presepe - o'presepio visto che l'origine napoletana (per ambedue madre e presepe) ci sta - al che una di noi figlie dice: "e l'albero"...perchè le tradizioni vanno rispettate per tute e due le culture...
partiamo col descrivere il presepe di famiglia, allora da quanto ho capito apparteneva alla mia bisnonna, la madre di mia nonna, la parte partenopea, ma...mi sorge un dubbio...ma quanti presepi aveva?? mia nonna ne ha uno suo, sua sorella Bebè (Maria all'anagrafe) ne ha un altro (tra l'altro il suo è quello spettacolare visto che ogni anno va a Napoli nella via dei presepi a comprare un altro pezzo, ha l'acqua corrente, le luci e l'effetto giorno e notte e tante altre cose nonchè occupa una buonissima fetta del suo terrazzo) l'altra sorella Paola ne ha un altro se non sbaglio...ma quanti presepi è necessario, anzi ERA necessario, avere a Napoli?? ad ogni modo il nostro di presepe è quello più sfigato... consta in due grotte, una più grande ed una più piccola di sughero fissate su una base, nel corso degli anni il sughero si è in parte staccato ed abbiamo innumerevoli pezzetti volanti che, soprattutto al momento di "montare" il tutto, mi fanno saltare i nervi...
la parte che farebbe impazzire chiunque appassionato di presepi post-guerra sono i personaggi, o come si chiamano le statuine, o meglio, quelle che sono arrivate fino ad oggi, le uniche integre sono la Madonna e S. Giuseppe, ma solo perchè sono incollate alla base, ma questo non ha risparmiato l'asino che, povero, ha perso un orecchio, il bue non oso controllarlo... il bambinello originale s'è perso da tempo immemore, per quanto ne so io potrebbe non esserci mai stato, ma, grazie alle suore che ci hanno (a mia sorella ed a me), nei cinque anni delle elementari (per me) e dall'asilo alle elementari (per mia sorella), torturato possediamo un range di bruttissimi bambinelli in plastica (le statuine originali sono in cartapesta) tutti rigorosamente il doppio della Madonna, in più c'è un bambinello, che, per come è ridotto, potrebbe tranquillamente essere un pezzo originale: è monco...
poi...beh...poi c'è il fabbro che ha perso proprio il braccio che teneva il martello, il povero sta con un moncherino sollevato nell'atto di battere e creare un qualcosa che si è perso col martello e col braccio, c'è un vecchietto che viene accompagnato dal nipote ad adorare la sacra famiglia, il vecchietto ha perso (se ricordo bene) almeno un braccio; c'è il carretto con carrettiere e asino che hanno perso rispetivamente una gamba e due zampe, ogni anno faccio sedere sul retro del carro un'altra statuina seduta a cui manca un braccio... abbiamo poi una ragazza che munge una capra e, stranamente, sono entrambe integre, una marea di pecore alcune in plastica altre forse scardinate da un altro presepe (sotto allle zampe c'è una base in sughero), non so perchè abbiamo una capannina in paglia appartenente ad una legione romana... fin qui ci sono i pezzi in sè...
la "parte forte" sono gli extra che mia madre ha aggiunto ed accumulato negli anni, da che mi posso ricordare, mia madre ogni volta che si passava per un bosco o similia ci faceva raccogliere tutto il muschio che riuscivamo a trovare...ovviamente ha conservato tutto il muschio che non si è bagnato stando in cantina, come è normale che sia, ogni anno abbiamo in giro per casa farmmenti di muschio, briciole e quant'altro fino a Pasqua almeno! ha conservato inoltre tutte le carte che ha trovato per il cielo e le montagne, abbiamo fogli di cielo così vecchi che si "mantengono" integri in alcuni punti solo per lo scotch che è rimasto dai precedenti anni (in sostanza sono pieni di buchi e strappi) e che mia madre s'ostina ad usare e, per nascondere l'usura, li accartoccia in zona montagne...quindi abbiamo montagne di cielo oltre alle normali montagne. qualche anno fa aveva tentato di "simulare" un laghetto con cascata utilizzando la carta argentata da cucina ed il coperchio di una teglietta in alluminio usa e getta, sono riuscita a far sparire la carta argentata ma il coperchio ogni anno rispunta (sempre lo stesso)... qualche anno fa ci aveva fatto raccogliere un po' di foglie in giro, da mettere col muschio suppongo, così ora insieme col tutto il resto ci stanno foglie di platano, grosse quasi più del grottino, totalmente inutili.
oltre all'angioletto in dotazione (secondo me pure questo rubato a qualche altro presepe) è stato aggiunto negli anni, probabilmente gentile omaggio delle suddette suore, un angelo che suona un contrannasso, è almeno il triplo delle altre statuine, io mi ostino a non metterlo, non so chi si ostina a metterlo sopra al tetto delle grotte tipo bizzarro dinosauro predatore...
fatta questa breve descrizione potete capire come io abbia un rifiuto a farlo il presepe, del resto da bambina ci veniva imposto di farlo, passavamo un'intera giornata a farlo (!!!) e poi qualche giorno dopo partivamo per la Svezia...dove tra l'altro non c'era nessun presepe...
...con la scusa che si partiva per la Svezia e che quindi non valeva la pena farlo (ma il presepe allora??) mia madre ci "imponeva" di non fare l'albero, al massimo ci concedeva di decorare il suo pothos, vi assicuro che non è il massimo cercare di decorare una pianta che non è proprio "fatta" per quello... durante il liceo, dopo anni d'infanzia infelice senza alberello (ahimè!!), riuscii ad impietosire una delle mie zie ed a convincerla (anche se lei era convinta che sia stata una sua idea) a regalarmi un alberello in plastica per il mio onomastico...
...così, ora che il natale lo passiamo in Italia, oltre al presepe post-guerra ci tocca pure decorare un alberello che ogni tanto perde un pezzo, qualche anno fa non riuscivamo a trovare una delle "zampe" ed era un po' sbilenco perchè avevamo cercato di sostituirla mettendoci dei libri prima e poi cercando d'infilarlo in un grosso barattolone pieno di sassi... paradossalmente, pur non avendocelo mai fatto fare, mia madre nei nostri vari viaggi per la Germania (paese di passaggio se si va in Svezia in macchina) aveva comprato tutta una serie di decorazioni da albero (molto belle tra l'altro) in un negozio dove è Natale tutto l'anno...
personalmente per me è Natale quando appendo sulla porta di casa l'alberello di das che mi avevano fatto fare all'asilo, è stato rincollato almeno tre volte (si vedono i segni della colla vinilica) e di sicuro non è bello come tutte le decorazioni che gli altri vicini appendono sulle loro porte, ma per me è... tradizione!!
questa mattina, mia sorella ed io abbiamo deciso di fare una sorpresa a nostra madre, ci siamo occupate rispettivamente di albero e presepe (strano a dirsi del presepe me ne sono presa cura io)... ovviamente ho limitato l'uso di sughero, muschio e pecorelle (gli unici pezzi realmente integri che abbiamo in abbondanza)...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=cLVhjv5dEEM&hl=en&fs=1]
venerdì 19 dicembre 2008
Let's talk about sex baby...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5pB5HraRaLI&hl=en&fs=1]
martedì 16 dicembre 2008
di paure et similia...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=oEfFbuT3I6A&hl=en&fs=1]
vi auguro una buona serata!!