giovedì 14 maggio 2009

medito...

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buoni o cattivi, bianco o nero...


...e se fosse solo questione di punti di vista?

mercoledì 13 maggio 2009

wonderbra II

stamattina, in vena di essere spiritoso, il mio shatzi mi dice: "ho trovato il reggiseno adatto per te!! l'hanno inventato in Giappone ed è un reggiseno che si apre solo quando ti sposi!!"

stamattina non ero di buon umore: “e perché dovrebbe essere adatto per me?? Mi devo sposare??”

ha subito ripiegato, coda tra le gambe (che donna acida che sono) sulla poca praticità dell’attrezzo, che non si sa come permetterebbe di lavarsi…

e mi viene da chiedere, ma al mondo esistono donne che si metterebbero una trappola simile addosso? Sembra quasi la cintura di castità di Lady Marian di “Robin Hood un uomo in calzamaglia” di Mel Brooks, solo che come chiave ci vuole l’anello… e quanti uomini avrebbero a piacere di avere a che fare con donne che indossano queste…”casseforti” per tette??

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ad ogni modo spqg = Sono Pazzi Questi Giapponesi

stessa fazza stessa razza, ma anche no!!

l'Italia è "Un popolo di poeti di artisti di eroi, di santi di pensatori di scienziati, di navigatori di trasmigratori" così dice il palazzo della Civiltà Italiana (nella foto - Roma - EUR)


Peccato che si sono dimenticati di scrivere: e di migranti...


più passa il tempo e più ci si dimentica di quanto è avvenuto in passato, tanti di noi hanno nella propria famiglia qualcuno che è emigrato per cercare una sorte migliore in altri paesi, lontani e sconosciuti, viaggi fatti in condizioni anche piuttosto disagiate, ogni cosa di valore, o posseduta, messa in una valigia di cartone... insomma lo zio d'America ci sarà per un motivo, no??? (io personalmente avevo lo zio di mio padre emigrato negli US...) tutti gli Italo-americani/argentini/cileni/qualunque altro paese di cui tanto andiamo orgogliosi, i De Niro, Pacino, Ciccone, Barrichello, sono lì perchè qualcuno ha lasciato tutto ed è partito...


chi adesso dice che non vuole un'Italia multietnica (????nel 2009 non vuoi un paese multietnico???ma 'ndo vive??? nel paesello???), ed accusa che quanti arrivano sui barconi sono stati arruolati dalla malavita (piuttosto direi sfruttati), nel '97 piangeva per il barcone di disperati speronato ed affondato in acque territoriali italiane, e diceva che in un paese civile e cattolico non si poteva assistere a certe scene (ovviamente chi ora accusa di razzismo e quant'altro all'epoca diceva che non si poteva fare altro e bisognava dare una regolata a certe cose...ovvio, no??)


 [youtube http://www.youtube.com/watch?v=Rr2A1HMnlM8&hl=it&fs=1]


ma io ora mi chiedo, è mai possibile che alla fine sono sempre e comunque i disperati a rimetterci, quelli che, per un futuro migliore, ipotecano tutto, per un "biglietto" che li porterà in un paese che non li vuole e li respinge (e che quindi spesso sono costretti a ripetere il tutto), ma non si riesce a trovare una soluzione comune, oltre alla moneta?


è di ieri la notizia dei due immigrati clandestini, gli unici ad intervenire, che hanno salvato a Palermo quella coppia di anziani aggrediti a colpi di martello da uno squilibrato... per fortuna in questo caso i due oltre agli encomi ed agli elogi non sono stati accompagnati al confine...


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lunedì 11 maggio 2009

il caffè e me...ovvero esperienze ultraterrene

oggi sto messa così male che neanche i quiz di facebook mi tengono sveglia, sto così in coma che... ho preso un caffè!! O.O


sono in pochi ad avermi vista prendere un caffè, nonostante siano in molti ad avermi invitata a farlo...


...ma a me, soprattutto da quando ho avuto la mia bella gastrite nervosa, il caffè fa stare male, lo stomaco gorgoglia, passerei la vita in bagno nel peggiore dei casi, o piegata in due per il bruciore nel migliore (sì, lo so, va prima il migliore e poi il peggiore...ma a me capita più il peggiore che il migliore ^^°)...


...questa volta è diverso, questa volta sto provando una nuova sensazione...


sento che la mia anima, o coscienza che dir si voglia, si sta distaccando dal mio corpo stanco, mi vedo dall'alto, lì seduta alla scrivania, circondata da una marea di carte, fatture, una dichiarazione d'intento (no, non è una dichiarazione di guerra) in attesa di un indirizzo per essere completata, faldoni, un libro sul '68... è strano, una parte del mio corpo sta tenendo con le tenaglie quella strana cosa, così eterea, che vuole fuggire via (magari vuole andare al mare, chissà...)...sento che sto andando via, lontano, e lascio l'involucro qui, tanto non se ne accorgeranno mai che è solo la scatola ad essere rimasta, il contenente, il contenuto non è poi così d'interesse...


...speriamo di stare andando in un bel posto! per me andrebbe bene pure la Grecia, le isole non sarebbero poi malaccio! oppure... beh...volendo anche l'Islanda m'incuriosisce...e le terme giapponesi?? o la Croazia?? Praga? Patagonia? Mauritius? Messico? Cina? India? Capo Verde? Costa Azzurra? Argentario? Zagarolo? Mostacciano??


l'anima rientra protestando: "non sono mica un'agenzia di viaggi!!! decidite!!"


quest'esperienza ultracorporea mi affascina...


...un po' meno il senso di nausea che adesso mi abbraccia...


"caffè?" "no, grazie... non voglio arrivare nel valhalla..."

ma cos'è poi mai un nome?

 


Cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo rosa,
Chiamata con un altro nome, profumerebbe come dolce.

Giulietta




Le mie avventure col mio nome sono ormai note, hanno persino dei fan, e degl estimatori (cioè vengono stimate tutte quelle persone che, nonostante io tenti disperatamente di far capire loro il nome che i mei hanno deciso di segnare all'anagrafe, proprio nun gliela fanno)


telefonata 1:


-          Consorzio X buongiorno,

-          Buongiorno chiamo da XYZ (nome d’azienda)

segue spiegazione di quello che vuole la signora Y rappresentante dell’azienda XYZ, alla fine di tutto il discorso e botta e risposta:

-          Signora Y: io con chi ho parlato?

-          Io: Con Astrid

-          Ah bene signora Chiara (Chiara??? Beh tanto scura non sono, però…da Astrid a Chiara…), potrei avere il suo indirizzo mail?

-          È Astrid… l’indirizzo è: astrid.xyzvguerg@consorziomade3e.it

-          Bene signora Chiara le manderò al più presto un’e-mail… (niente…e Chiara sia…)

Oggi, telefono io ad un’altra azienda:

-          Buongiorno qui è la Pongo, sono Elisabetta, con chi parlo?

-          Buongiorno sono Astrid Xyzvguerg e chiamo dal Consorzio M.A.D.E.3.E., potrei parlare con chi si occupa delle fatture?

-          Riprende a parlare come un disco rotto: Buongiorno qui è la Pongo, sono Elisabetta, con chi parlo?

-          Ehm… devo parlare con lei quindi? Salve, sono Astrid Xyzvguerg e chiamo dal Consorzio M.A.D.E.3.E.

-          Ah!! È la signora Ingrid!!!

Rinuncio a priori…

…e seguo il consiglio di Giulietta, rinuncio al mio nome…chiamatemi come vi pare

Tanto nun ve risponno



Non so come dirti chi sono con un nome

Giulietta

venerdì 8 maggio 2009

In piena frustrazione perché devo dar retta a troppi dementi decido di concedermi un break, anche perché sto decisamente puntando alla demenza anche io…

Torno quindi ad un argomento, ormai decisamente vecchio, che avevo precedentemente trattato…

Vi ricordate il bimbo padre? Il 13enne dall’aria 8enne che si era dichiarato padre della bimba avuta dalla 15enne? Beh, è ormai fatto assodato che non lo era… a suo tempo, per non infierire, non avevo scritto una cosa che avevo molto malignamente pensato: “ma questo qua, avrà sviluppato almeno?”

Adesso non ho più remore, quindi da brava anziana 28enne (con un piede nei 29) ora lo dico: Ma questo qua, avrà sviluppato? Ne dubito…

Detta la cattiveria gratuita, ho un respiro di sollievo, per lui, per lei… non so che dire e/o pensare, visto che poi, già dopo l’annuncio di paternità (il primo non quello di quella mancata) altri ragazzini erano venuti fuori addebitandosi la paternità della bimba…

Ma… quel fagottino, quello delle foto, la bambolina… lei? Le premesse non sono tra le più esaltanti, una madre non particolarmente matura e responsabile (vorrei ben vedere a 15 anni…), un padre ignoto (anche qui ce ne sono troppi in ballo), e già caso mediatico…

Mi viene da pensare che verrà fuori una nuova Britney, che, tra tot anni (non molti però), un marito messo anche peggio di lei, e tante altre amenità, questa pora creatura darà di matto…

Qui la quasi trentenne frustrata, che abita ancora con papà e mammà, e guadagna niente…

Passo e chiudo

giovedì 7 maggio 2009

bra senza wonder o wonder senza bra?

“aahhh! Ci siamo date una bella piallata eh??”

Se si esordisce così la mattina, con la collega che entra in stanza e commenta l’assenza quasi totale di tetta, non è proprio esaltante… ti credo che poi in tante corrono a rifarsi il seno, o a cercare quelle che io chiamo “tecnologia NASA”…

Se penso all’ultima volta che sono stata a togliermi i nei (3) ed a quello che la chirurga disse a mia sorella (“guarda che la mutua te lo passa quel problema eh?”) e la sua reazione a dir poco furibonda (ringraziai di essere andata prima io a farmi affettare gamba e schiena)…

Non è facile avere il complesso del seno piccolo, anche se cerchi di incoraggiarti (auto-incoraggiarti) ritagliando articoli in cui c’è scritto che agli uomini “piace il seno piccolo”, anche se ti dici che la coppa di champagne è modellata sul seno di M.me Pompadour, la preferita del Re Sole – Luigi icsivù -, o se gli amici maschi ti dicono che il seno piccolo piace (ringrazio sempre l’amico che ripeteva che era di carne anche lui e di smetterla di mettermi in certe pose… perché m’ha fatta sentire “completa”…basta poco che ce vò), ringrazio il mio lui che vorrebbe essere il mio reggiseno umano (e qui vi lascio immaginare… e lo so che un “sveggognatissima!!” m’arriverà del cuginastro)

Però… ci si guarda intorno e le tette (altrui) ti vengono sbattute continuamente sotto al naso… allora una finisce col pensare che “però… una taglia in più, dovessi avere bisogno di imbottitura in meno” oppure s’attacca alla…”tecnologia NASA” appunto!!!

Quindi vai in giro, t’informi… oltre alla classica imbottitura, quella che dopo qualche lavaggio o dopo un po’ di maltrattamenti diventa rugosa, ed il reggiseno, da sotto alla maglietta, rende il tutto un po’ creepy (mia madre guardandomi mi ha detto una volta “sembra che hai una qualche malattia…” è d’incoraggiamento, no?), poi ci stanno i pesciolini (non i pesci rossi che ti danno al LUNEUR, sono aggeggetti che possono essere o come l’imbottitura di stoffa , o in gel… questi simpatici aggeggi riempiono gli spazi che la tua povera tettina non riempie, e, spingendo in su (non so come) fanno sì che (oltre a farti arrivare il tutto alla gola) sembri straripare, tutto quello strabordamento della serie “a me la Ferilli, la Marini e la Arcuri me fanno ‘n baffo!!”

Alternativamente ci sono i reggiseni al gel o all’olio (d’oliva? Di semi? Di colza? bohh) ma poi mi chiedo, e se si rompe? Che fai? “scusa, hai una strana perdita lì…” “lì dove?” “ehm lì… lì…un po’ più in giù della clavicola…” – sai che imbarazzo? – e se invece s’asciugano? Che fai? C’è una siringa all’interno del kit, oppure devi andare dal chirurgo plastico a far fare una nuova protesi al reggiseno?

Tra l’altro, io, personalmente, preferirei il reggiseno che agguanta tutta la ciccia che sta dove non dovrebbe stare e te la trascina lì, in loco… dovessi scegliere, vorrei una cosa simile, faccio male?

Ma alla fine un dubbio mi rimane, ma al momento di fare il desnudamento, quando nell’impeto della passione ci lanciamo, e ci concediamo finalmente, e lui (dopo aver sganciato - più o meno abilmente - l’arnese) ci vede, e vede che... la tetta (o quella che pensava fosse la nostra tetta) l’ha appena tirata lì su, sul lampadario…. Come cavolo ci rimane insomma?

Allora la butto sul ridere, preferisco…

<Breve tastatina in giro come per cercare qualcosa> - ehm… l’ho scordate a casa…

…e speriamo che passi la paura!!