giovedì 9 luglio 2009

suggerimento....

 mi sento in vena di suggerirvi questa canzone...


 come dire, fotografo questo attimo di serenità, senza chiedermi da dove derivi, nè quando se ne andrà...


cerco solo di godermelo, il resto per ora lo lascio alla noia!!!


 sconclusionata me ne vo a nanna!!!


buonanotte!!


 


 


 


 


 


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Rynxm_GQEsI&hl=it&fs=1&color1=0x006699&color2=0x54abd6&border=1]



Oggi stavo smaltendo un po’ di posta che è “in giacenza” da un po’, ed ho visto che la mia sorellina mi ha inviato un articolo, sul “Low Impact Man”, che ha trovato su un altro blog la cui autrice, a sua volta, l’ha preso dal corriere della sera…

Leggo quindi di questo uomo che, in parte con l’ingegno, in parte rinunciando ad alcuni comforts che per noi sono diventati indispensabili, ma che in realtà non lo sono (“rinunciare alla tv?? Allo shampoo ed al balsamo??? Mi volete morta?????”), è riuscito a ridurre le sue emissioni…

No, non sto parlando delle scorregge, delle puzzette, ma piuttosto di quanto ognuno di noi “emette” (e quindi consuma) in termini di anidride carbonica; visto e considerato che l’ossigeno, o, detta terra terra, l’aria pulita che noi respiriamo, l’ambiente, l’ozono stesso, si stanno rivelando non propriamente così auto-rigeneranti visto il potere distruttivo di noi uomini, ma soprattutto visto che chi ci governa non ha mai preso delle decisioni realmente risolutive (famosa era la mancata ratifica del protocollo di Kyoto da parte del governo Bush, ma anche l’Italia, pur avendola firmata, non si è attenuta realmente a quanto stabilito), un manipolo di….utopisti? idealisti? boh…. diciamo ambientalisti, o forse di persone che cercano di preservare questa nostra Madre-Terra per le generazioni future, si è dato da fare.

Fanno quindi notizia queste persone che s’ingegnano a trovare modi per consumare di meno, già solo rinunciando all’auto… qui di seguito l’articolo….



Steven Vromman, belga, 48 anni regola la sua vita per consumare il meno possibile


L'uomo che vive a impatto zero. O quasi


Produce energia in bici, compra solo abiti usati, raccoglie l'acqua piovana e le sue bollette sono scese del 60%













Steven Brommer nella sua casa
Steven Brommer nella sua casa


GENT (BELGIO) -


ENERGY BIKE – Per alimentare il suo computer, utilizza l’energia generata pedalando su una bicicletta da passeggio collegata con un generatore di corrente e una batteria. Con venti minuti di pedalate ha elettricità per utilizzare 1 ora il computer. Ha scelto un computer portatile perché consuma meno di un normale computer da scrivania. Low Impact Man non è un bieco oppositore della tecnologia, anzi, crede nel suo valore informativo, usa Facebook per trovare velocemente notizie, ha un blog – che ritiene essere un grande strumento divulgativo - seguitissimo . Usa il weblog, che è diventato anche un libro, per condividere la sua esperienza e riceve moltissimi commenti. Ha un lettore mp3 che funziona a manovella con una dinamo. «Quando lo uso in pubblico qualcuno mi guarda con espressione sorpresa». Ha sostituito tutte le vecchie lampadine di casa con quelle ecologiche, ha messo uno strato di carta velina trasparente sui vetri delle finestre ottenendo così lo stesso effetto delle finestre a doppio vetro. Trattenere il calore è fondamentale per consumare minore quantità energia possibile. La temperatura in casa è di 18 gradi. Tra i termosifoni e il muro c’è uno strato di alluminio, così il calore non si disperde sulla parete, ma è reindirizzato nell’ambiente casalingo. Il pavimento è isolato tramite un soppalco di 10 centimetri fatto di sughero - «È un ottimo materiale isolante ed è naturale» – dice Steven Vrommer che ha “cacciato di casa” la televisione, il ferro da stiro, il bollitore e il forno a microonde. I giornali non li compra, li consulta in biblioteca.


DOCCIA CON ACQUA PIOVANA - Steven ha fuori dalla sua casa a piano terra una cisterna nella quale raccoglie acqua piovana che utilizza per il bagno. L’acqua corrente del rubinetto serve solo per bere, cucinare e lavare i piatti. Bagnoschiuma e shampoo sono banditi, preferisce una tradizionalissima saponetta. Si rade con lamette usa e getta e schiuma da barba. I suoi due bambini Adam (10 anni) e Marieke (13 anni) usano la doccia e non sono obbligati ad alcuna restrizione perché “i bimbi fanno l’opposto di quello che gli si comanda. Ogni tanto sono loro a dirmi papà ma questo non è ecologico!” Steven è divorziato e i figli vivono con lui due settimane al mese.


BOLLETTE MENO SALATE – «Prima pagavo 100 euro al mese, ora solo 40». Il costo delle bollette di Steven è sceso vertiginosamente. «D’estate anche l’impianto di riscaldamento dell’acqua rimane spento e, se serve, l’acqua la scaldo sul fornello a gas. L’impatto ecologico è minore». In media utilizza 2 o 3 kilowatt al giorno di elettricità, arrivando saltuariamente a 7 e il consumo di acqua è enormemente basso: 15 litri al giorno per Low Impact Man contro i 120 litri consumati generalmente procapite. Anche il cibo gli costa meno, infatti Steven Vrommer compra solo prodotti locali, spesso dalle fattorie, il latte per esempio. «Se compri alimenti che vengono da paesi lontani c’è il consumo di energia per il trasporto con navi e aerei». Così facendo acquista cibo non confezionato: prezzo basso e assenza di produzione di rifiuti perché ha dei contenitori – sempre gli stessi – che utilizza per andare a fare la spesa. Di buste di plastica neanche a parlare. Nel salotto ha varie piante e coltiva pomodori e insalate. È vegetariano - infatti con la carne si produce un alto tasso di emissioni di CO2 – ma non vegano. «Ho tentato, ma con i miei due figli, è difficile».





SCARPE NUOVE SOLO PER IL JOGGING - Compra solo indumenti di seconda mano, unica eccezione le scarpe da jogging: «Mi piace andare a correre e le scarpe usate non sarebbero comode». Il concetto di Low Impact Man è, appunto, quello di mantenere un buono stile di vita. «La mia vita costa il 20% in meno rispetto a prima». In un mese Low Impact Man produce 1 kilo di immondizia generica. Il suo recipiente per le lattine e i contenitori vari è lì da un anno senza mai essere stato svuotato, non ancora riempito per i suoi 500 grammi di capacità. Steven in un anno e 1 mese è arrivato ad avere un’impronta ecologica di 1,9 ettari. Il suo traguardo di 1,6 sarà raggiunto quando, a breve, isolerà – in accordo con il proprietario di casa - anche il tetto. Il suo stile di vita vuole essere un esempio per tutti i cittadini, per questo ha rifiutato la candidatura alle prossime elezioni europee nel partito dei Verdi. «Non è difficile vivere in armonia con il pianeta, dobbiamo, però, tenere sempre in mente che ne abbiamo uno. Dobbiamo solo cambiare un po’ il nostro modo di pensare”.



Ma, dopo aver letto tutto ciò, finisce che mi chiedo: cosa sono disposta a fare io? A cosa rinuncerei? (la parola rinuncia già implica qualcosa di negativo, un sacrificio…) i miei aggeggetti elettronici, come il cellulare, il lettore mp3 (che va ricaricato) la macchina fotografica, sia quella “base” che la nuova reflex avuta in regalo, il pc…. Tutti questi oggetti sono entrati nella mia vita quotidiana (l’mp3 mi accompagna la mattina e la sera per andare e tornare dall’ufficio, col cellulare comunico prevalentemente con Lui, i miei amici ed i miei…, le macchine…che ve lo dico a fare….), riuscirei a tornare alla mia vita “prima” dell’utilizzo di questi apparecchi?


Ho dei dubbi….


Qui di seguito una canzone, che avevo rimosso, che Lui mi ha fatto ricordare giust’oggi… guarda caso sembra proprio fatta apposta per l’argomento!!!


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=EMLQR229ILo&hl=it&fs=1&color1=0x402061&color2=0x9461ca&border=1]


Here we go again
Here we go go go to the temple of consumption
Get your gear and start to spend
Here we go go go with total dedication
Here we go again
Here we go go go to the temple of consumption
Get your gear and start to spend
Here we go, here we go, here we go

As some sort of prototype I serve to be
You see tomorrow's dream has never been a part of me
Consume today and leave the rest behind you
Tomorrow is a surprise party buy a ticket too
Faster living faster live as fast as you are able
Eat the food while it is still hot on the table
Spend if you can the greens are burning in your pocket
If you spend it right now you'll get as high as a rocket

Everything you don't use will lose its value tomorrow
Consume too much today and you can always borrow
This paradigm is the best one since the day of creation
Get your gear and shape up this is the revelation
Shop till you drop has built this civilisation
Don't believe what you hear about the next generation
If you go with a lot of toys you slip away a happy man
The greens are burning in your pocket spend it while you can

(CHORUS)

The moon and the stars they all look down on me and say
There's a correlation between tomorrow and today
I say you won't gain a thing on that sick repudiation
We're right here right now that's the only situation
You can't fool me we live on borrowed time
So I spend the funds I have down to the nickel and dime
Check it in check it out, it is not a matter of contention
Get your gear and shape up and join the church of comsumption

Use it in, wear it out, then throw it all away
Go get yourself a new one all you got to do is pay
Because the more I will get, the more I will own
With a lot of things around me I will never feel alone
I work around the clock just to earn my living
And I want to get--I won't spend my funds on giving
Now I'm acting irresponsible is that what you say
Hey, Somalia got my toaster just the other day


.

lunedì 6 luglio 2009

SE

Se riesci a conservare il controllo quando tutti Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa; Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio; Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare, O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne, O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio, E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone; Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo; Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina E trattare allo stesso modo quei due impostori; Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante, E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite E rischiarle in un colpo solo a testa e croce, E perdere e ricominciare di nuovo dal principio E non dire una parola sulla perdita; Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, E a tener duro quando in te non resta altro Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù, E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente, Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro, Se tutti contano per te, ma nessuno troppo; Se riesci a occupare il minuto inesorabile Dando valore a ogni minuto che passa, Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa, E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling

mercoledì 1 luglio 2009

my shoes please!

In quest’ultimo periodo (cioè negli ultimi due mesi circa) ho avuto l’onere (principalmente quello, perchè l'onore, quello con la o te lo fanno ingoiare a forza di "amarezze") di lavorare ad un evento di una certa portata, ho lavorato (e continuo a farlo) per Roma Si Libra, devo dire che sono stati momenti pesanti, a volte ho raggiunto livelli d’isteria inimmaginabili, altre ho avuto discussioni e litigate pazzesche che non mi sarei mai aspettata di poter avere… a volte mi capitava di alzare la voce persino con Lui all’altro capo del telefono (ovviamente non alzavo la voce CON Lui) ed improvvisamente la linea cadeva… ho saltato pause pranzo, sono uscita regolarmente in ritardo, arrivavo a casa che ero un’ameba umana, ed a volte ci arrivavo solo perché Lui, decisamente preoccupato per la mia sorte, passava a raccattarmi davanti all’ufficio…

La manifestazione è finalmente iniziata, ed io riprendo anche a respirare, sabato scorso, lunedì ero di turno per stare a Piazza del Popolo all’interno dello stand riservato all’azienda presso cui si trova il mio ufficio(in altre parole io NON lavoro per loro…quindi non capisco proprio perché questa volta la grana mi sia toccata)…lunedì a Roma era festa patronale, nessuno o quasi lavorava, Lui, visto che finalmente c’era un po’ di sole ha deciso di andare al mare…

Ci muoviamo in netto ritardo, colpa mia perché volevo dare una sistemata al bombardamento che ho in camera, quindi dopo aver acchiappato al volo costume ed asciugamano, ed il cambi oper la serata su suggerimento di mia madre, e raggiunto il luogo dell’appuntamento “partiamo” per Ostia…

Dove ovviamente c’era già mezza Roma…

…ergo, nessun parcheggio…

Da Ostia siamo arrivati dopo il Villaggio Tognazzi….

In spiaggia Lui era già in tensione, avevamo fatto troppo tardi ed io dovevo/volevo essere a Roma per le 17.30, Lui voleva lavorare un po’… mentre lui si arrovellava un po’ sull’asciugamano io mi sono andata a sciacquettare un po’ – in altre parole a bagnarmi senza bagnare i capelli che avevo allisciato in vista della serata (you can touch me, hugh me squeeze me, kiss me but DON’T TOUCH MY HAIR!!!) – per poi andarmi a sdraiare per cercare di colorire un po’ le mie bianche carni…

Visto che erano quasi le 14.00 Lui, da bravo omo, è andato a procacciare il cibo, non prima di aver bocciato la mia proposta di prendere un gelato (“sennò poi mi svieni!!!”), tornando con due panini, quello per me era tonno e pomodoro (avevo chiesto il pomodoro)

Alle 15.30 inizio ad agitarmi, voglio tornare a Roma perché temo il traffico del rientro, Lui è tranquillo, confida che la gente si metterà in macchina più tardi…

Ore 16.45, siamo in macchina, la Pontina è a scorrimento lentissimo, per non dire che è ingolfata… Lui è nervoso ed inizia a dire “era meglio se lavoravo oggi! Facevo meno danni! Tu ti devi pure cambiare…ma non puoi cambiarti da Canova?”, io inizio ad avere un po’ di crampi da nervoso allo stomaco ma non volevo aggravare una tensione già tesa…

Allora mi balena in mente un’idea…

…una delle mie idee malsane e balzane…

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Io sono bravissima a spostarmi all’interno della macchina senza dover passare dagli sportelli, cosa che ho iniziato a fare sulla scia della Zeta-Jones (emulazione idiota, e decisamente meno sensuale, ma vabbè), decido quindi di passare sul sedile posteriore, da dove potevo facilmente raggiungere il cambio e cambiarmi, quindi, approfittando di un momento in cui la macchina era ferma in fila inizio a scavalcare (lasciando le infradito al posto del passeggero) dicendo “avvisami se riparti” –non volevo mica finire col culo sul parabrezza no? come potevo poi spiegare il perché c’ero finita alla stradale ed all’assicurazione? – di lì mi sono fatta spiegare come potevo abbassare il sedile ed ho iniziato la “vestizione” (sognando di essere uno dei 5 samurai, oppure sailor moon o qualunque altra maghetta dei cartoni a cui bastava lanciare il “grido di battaglia” per ritrovarsi bella pronta – poi mi si deve spiegare perché il cattivo non li attaccasse mai nel mentre) infila il reggiseno, infila il vestitino nero di lino da sopra, sfila la maglietta, la gonna ed il costume da sotto…

Il primo passo era fatto, mi veniva persino da ridere e intimavo a Lui di guidare e non sbirciare (non credo che far partire un bel tamponamento fosse una buona idea) ed ogni tanto gli dicevo: “questa non t’era mai capitata eh??” e da davanti lo specchietto retrovisore mostrava “Ambrogio” che ridacchiava e diceva di no…

ma seguiva poi la parte che già in condizioni ottimali m’è difficile, figuriamoci poi in movimento!! IL TRUCCO: con il pensiero stavo a Bridget Jones, la quale, nel secondo film, si trucca in macchina andando ad una serata di gala dell’ufficio del suo Mark Darcy e che, ovviamente, combina un disastro pazzesco…

cerco di bloccare in tutti i modi la trousse con gli ombretti in modo da avere lo specchio aperto, Lui quasi si offre di staccare lo specchietto del passeggero (del resto io lo prendo sempre in giro dicendo che la sua macchina è fatta come i lego: smontabile) ma mi sono intignata e devo riuscirci con i mezzi a mia disposizione, e, non so come, riesco persino a non cavarmi un occhio con la matita o a non farmi un baffo…

alle 17.55 una tremante (per l’ansia nb) me si presenta da Canova, il bar, con una voglia matta di far pipì ma nessun tempo per farla, per ritirare il portatile lasciato in custodia lì dalla collega….per poi (dopo aver fatto qualche grezza con il responsabile del bar) precipitarmi ad aprire lo stand (già aperto dall’ufficio stampa!!) e ad infilarmi le scarpe col tacco…

Ore 23.15, dopo aver riconsegnato il pc mi allontano un pochino malferma (i tacchi per fare avanti ed indietro sui sampietrini non sono il massimo)e decisamente stanca appoggiata a Lui, che è passato a prendermi, e che mi porterà a prendere un gelatino, quello promesso la mattina in spiaggia…

Gli altri due giorni che sarò lì (venerdì 3 e domenica 5) cercherò di non fare un arrivo così agitato…. Ma lo ringrazio comunque per l’infinita pazienza!!

ad ogni modo come colonna sonora ci sarebbe voluta musica con tante belle schitarrate... al momento mi viene in mente solo questa:

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venerdì 26 giugno 2009

ci hanno condannati a combattere contro di noi...

chiedo venia se sono sparita, tra qualche settimana dovrei tornare, di sicuro non ricca ma almeno più spietata che mai... nel frattempo vi lascio un pezzo da Non Perdiamoci di Vista della Cortellesi che io trovo molto bello... si parla del G8 di Genova...


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=7nc7ZSREf3I&hl=it&fs=1&color1=0x402061&color2=0x9461ca&border=1]


ringrazio il mio Lui che, dopo che gliene avevo parlato, è andato a cercarlo e me l'ha inviato... e lo ringrazio per il sostegno che mi ha dato e mi sta dando in quest'ultimo mese e mezzo...

martedì 23 giugno 2009

Se Mi Lasci Ti Cancello


Rinascere così come d'incanto senza memoria io non mi orizzonto non cambierò...

la trama al mio racconto!

R. Zero “Come mi vorresti”

 

Titolo originale: Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Paese: USA

Anno: 2004

Genere: sentimentale, fantascienza

Regia: Michel Gondry

Interpreti e personaggi

Jim Carrey: Joel Barish

Kate Winslet: Clementine Kruczynski

Tom Wilkinson: Dr. Howard Mierzwiak

Mark Ruffalo: Stan

Elijah Wood: Patrick

ThomasJayRyan: Frank

Kirsten Dunst: Mary Svevo



intanto preciso che il titolo in italiano fa letteralmente cagare, si perde tutta la poesia del titolo originale, nonchè la metafora in esso celata, ma questo è un argomento che ho già affrontato in precedenza. ad ogni modo, giusto per fare un pochino di cultura, ho scoperto che il titolo originale è derivato da un verso dell'opera di Alexander Pope "Eloisa to Abelard" che recita così:



How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.

Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd.



trad ita:



Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.



ad ogni modo, questo è il primo film che vedo di Gondry, ed ora sono curiosa di vedere gli altri, perchè è uno con un'immaginazione pazzesca!!



questo film è un'opera originale, dal sapore dolce-amaro, che lascia in parte perplessi per l'uso dei flash - back, ma anche per i "fast forward" che ci fanno saltare avanti ed indietro nella storia, rendendola farmmentata, lasciando delle perplessità che si sciolgono solo alla fine, quando si arriva alla comprensione globale. non è un film da vedere se ci si sta abbioccando!!



Joel e Clementine, sono due persone molto dissimili tra loro, come Joel è riflessivo, Clementine è impulsiva, mentre l'uno parla poco (ogni suo pensiero viene appuntato su un quaderno/diario insieme con molti disegni, anche se lui poi tende a sminuire questo suo diario: Sei di poche parole, vero?
Scusami, è solo che la mia vita non è così interessante. Vado al lavoro, e poi torno a casa…non so che dire. Dovresti leggere il mio diario: è una raccolta di fogli bianchi!
) quanto l'altra è quasi logorroica;  hanno una storia da ben due anni, ma le cose non vanno molto bene... quindi Clementine decide di cancellare Joel dalla sua mente...



una volta scoperta l'avvenuta cancellazione anche Joel decide di rivolgersi alla Lacuna l'agenzia del dr Mierzwiak per cancellare Clementine; ma qualcosa durante il processo di cancellazione va storto, partendo da una serie di distrazioni dei due tecnici - uno dei due sta "rubando" l'identità di Joel tramite i suoi pensieri nel diario, i suoi ricordi, allo scopo di conquistare Clementine e lascia la casa di Joel, dove dovrebbe stare tutta la notte per seguire il processo di cancellazione; mentre l'altro si fa distrarre dall'infermiera della Lacuna, Mary, che ha un debole neanche tanto celato per il dr Mierzwiak -, Joel scopre che non può fare a meno dei ricordi di e con Clementine, ed inizia una lunga fuga all'interno della sua mente per riuscire a conservane almeno uno.

Nel frattempo Clementine ha una sorta di crisi d'identità, e, chissà, magari riconoscendo nelle parole di Patrick un qualcosa di rimosso inconsciamente rivive (tornando nei posti in cui erano avvenuti) i ricordi che Joel sta cancellando. Mary, invece, scopre di essersi anche lei sottoposta alla cancellazione della memoria, per cancellare il ricordo della storia che aveva avuto con il dottore...

 

riuscirà Joel a proteggere i suoi ricordi? si ritroveranno i due? questo lo potrete scoprire solo vedendolo...




i quattro protagonisti principali, donano a questa commedia una sostanziosa dose di profondità e di spessore. I personaggi sono reali, veri e molto credibili; non solo per il trucco usato sul set che è pressoché assente, ma, in particolar modo per le varie sfaccettature caratteriali che li rendono umani (e quindi reali). Ciascuno dei protagonisti lascia trasparire le sue angosce e le sue debolezze. Patrick/Wood è il perfetto ritratto di un ragazzino represso, solo e frustrato, mentre Mary/Dunst è una giovane sensibile, coraggiosa e con il cuore lacerato. Joel/Carrey è bravissimo nell'impersonare un uomo malinconico, semplice e sognatore che viene completamente travolto dal ciclone Clementine, ragazza carismatica interpretata da una fantastica Kate Winslet, la quale, irriconoscibile grazie ad un look trasandato, diviene un uragano di irriverenza e di eccentricità.


particolare anche la scelta dei luoghi in cui girare le scene, tutte le esterne, o almeno in gran parte, sono girate in luoghi dove è il bianco a prevalere, la neve la fa da padrone, e se questo clima rende il personaggio di Carrey ancora più malinconico con il cappello calato ed il cappotto, fanno sì che la Winslet risulti ancora più bizzarra...



il film solleva un po' di questioni, è giusto voler cancellare una persona con cui si ha avuto una storia che non è andata (o non sta andando) bene? ma è poi così possibile cancellare ogni traccia di qualcuno a cui si è voluto bene? è giusto arrendersi e lasciare perdere una storia quando inizia la routine?

ovviamente la mia risposta ai due quesiti non si discosta poi tanto da quanto si deduce dal film, certo che non è giusto cancellare, quanto la persona ci ha dato è un qualcosa di prezioso che rimarrà sempre con noi, nel bene o nel male, e che ci rende quello che siamo...


a mio parere nel titolo c'è anche tutta la "tristezza" di una mente priva di "macchie", poichè il candore dell'innocenza, messo su un adulto perde la sua bellezza per divenire solo un qualcosa troppo meccanico...



curiosità:


Il film inizia con una prolessi: L'inizio riguarda ciò che è successo dopo la procedura eseguita su Joel, e solo dopo alcuni minuti si ha un'ellissi che torna indietro al giorno dopo la cancellazione dei ricordi di Clementine

L'idea fu fornita a Michel Gondry dal suo amico Pierre Bismuth, un artista che ha suggerito "Ricevi una cartolina nella posta che dice: qualcuno che conosci ti ha appena cancellato dalla sua memoria ..."

I titoli di testa appaiono dopo ben 18 minuti dall'inizio del film.



alcuni slogan coniati per il film:



Our memories makes us who we are. You can't change the past.»


«I nostri ricordi ci rendono chi siamo. Non puoi cambiare il passato.»

    «You can Erase Someone from your Mind. Getting them Out of your Heart is Another Story»


«Puoi cancellare qualcuno dalla tua mente. Farli fuori dal tuo cuore è un'altra storia.»

martedì 9 giugno 2009

life in plastic, is it really fantastic?

oggi in metro, mentre gongolavo per il fatto di essere uscita in orario (o quasi) una volta tanto, ho messo a fuoco su due figure che sono salite qualche fermata dopo la mia...


...ecco, lo so, già mi state per rimproverare, non sta bene guardare...so che sono stata, per dirla all'inglese, un po' "rude"...ma...


insomma sono saliti due trans, fin qui... beh...nulla di cui doversi sconvolgere, sono scelte... però le osservavo, e, tra me e me, mi dicevo ma come si fa a farsi ridurre così da...un imbalsamatore? un macellaio? non so, chiunque sia stato, o siano stati, l'impressione che avevo era di una cosa innaturale, di plastica allo stato puro...


sembra brutto a dirsi, ma, nonostante io di difetti ne abbia tanti, mi sentivo "migliore" con tutti i miei difetti, per un semplice motivo: sono naturale...


di qui parte la riflessione, e non sto facendo un atto di accusa nei confronti dei trans, loro, per diventare quello che si sentono di essere, attraversano varie fasi, ognuna più dolorosa dell'altra... no, io penso a tutte quelle persione che, essendo totalmente incapaci ad invecchiare - o meglio essendo insicure, e di qui il rifiuto ad invecchiare, non ultimo il ns presidente del Consiglio -, si stravolgono e plastificano, rendendo quanto c'è di più mobile ed espressivo (il volto NB) in una maschera...


m'impressiona vedere queste persone, che, gradualmente, perdono quello che li caratterizza (non sempre i difetti sono uno svantaggio, anzi spesso sono ciò che rende il nostro volto realmente interessante ed affascinante) per diventare le une simili alle altre, tutte uscite dallo stesso stampino (ma sarà sempre lo stesso artefice mi chiedo?)... volendosi sforzare, trovo una qualche rassomiglianza (in brutto però...e questo peggiora ancora di più le cose) con le primissime Barbie (ora mi inimico pure la Mattel oltre ai chirurghi estetici ed a chi si sottopone a questi interventi) vedere foto di repertorio


allora finisce che mi guardo, una volta tanto cercando di essere obbiettiva, e, anche se vorrei aver "ereditato" il naso a patata di mio padre piuttosto dell'ibrido tra il suddetto naso e quello "importante" di mia madre (un simil naso greco), e nonostante tante cose che mi sono state fatte "notare", e che sono entrate nell'uso della mia paranoia comune, alla fine mi piaccio...


perchè almeno ho ancora tutta una gamma di espressioni a mia disposizione...e sono le mie...DSCF0142


 


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